Immatricolazione della barca

Immatricolazione della barca

Iter e modalità di immatricolazione delle imbarcazioni da diporto

Dove richiedere il numero di immatricolazione dell’imbarcazione
Per richiedere l’immatricolazione bisogna presentare l’apposita domanda ad uno dei seguenti uffici che detengono i registri delle imbarcazioni iscritte: capitanerie di porto, uffici circondariali marittimi, uffici provinciali del Dipartimento per i trasporti terrestri e per i sistemi informativi e statistici autorizzati dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Documenti da allegare alla domanda di immatricolazione
Per richiedere la registrazione della propria imbarcazione, bisogna presentare una serie di documenti oltre alla domanda compilata. I documenti che è necessario allegare al momento della richiesta sono i seguenti:
– Copia della fattura attestante l’assolvimento dei pertinenti adempimenti fiscali e degli eventuali adempimenti doganali e contenente le generalità, l’indirizzo e il codice fiscale dell’interessato, nonché la descrizione tecnica dell’unità stessa
– Dichiarazione di conformità
– Dichiarazione di potenza del motore o dei motori entrobordo di propulsione installati a bordo
– Dichiarazione di assunzione di responsabilità da parte dell’intestatario della fattura per tutti gli eventi derivanti dall’esercizio dell’unità stessa fino alla data della presentazione del titolo di proprietà

A seguito dell’assegnazione del numero di immatricolazione, occorre presentare il titolo che attesti la proprietà dell’imbarcazione entro 6 mesi, pena l’annullamento dell’iscrizione nei registri dell’imbarcazione.
Inoltre, al momento della richiesta di immatricolazione dell’imbarcazione vengono rilasciati licenza di navigazione e certificato di sicurezza in via provvisoria, documenti che devono essere restituiti all’ufficio nel caso di mancata presentazione del titolo di proprietà entro il termine di 6 mesi.

L’immatricolazione delle unità da diporto con particolare riguardo ai natanti

La legislazione italiana prevede che le unità da diporto, ossia le unità che effettuano navigazione esclusivamente a scopo non commerciale, debbano essere obbligatoriamente immatricolate, eccezion fatta per una tipologia di esse: i natanti.

Come riconoscere un natante da un’altra tipologia di barca? Mediante la lunghezza dello scafo: le costruzioni nautiche da diporto si suddividono in tre differenti tipologie proprio in base a questo parametro.

–       Navi da diporto: lunghezza dello scafo maggiore di 24m 

–       Imbarcazioni da diporto: lunghezza dello scafo compresa tra 10 e 24m 

–       Natanti da diporto: lunghezza di scafo inferiore a 10m

Dunque, qualsiasi unità da diporto a remi o dotata di motore con una lunghezza dello scafo inferiore a 10m viene classificata come natante. Solamente questa tipologia di costruzione nautica, secondo la legge italiana, è esente dall’obbligo dell’immatricolazione. O meglio, la legge italiana prevede che i possessori di un natante abbiano la facoltà di scegliere se immatricolarlo o meno, dal momento che si tratta di un’operazione da cui scaturiscono sia responsabilità che benefici.

Se si possiede un natante, quindi, conviene procedere o meno con l’immatricolazione? Come già scritto, bisogna tener conto di più aspetti: se da un lato si acquista il beneficio di poter effettuare il passaggio di proprietà del natante con una maggiore sicurezza grazie alla trascrizione della cessione sui registri, dall’altra, eseguendo l’immatricolazione del natante, esso diventa un’imbarcazione a tutti gli effetti ed è assoggettato alla normativa prevista per questa categoria di costruzioni nautiche.

La differenza riguardo la cessione del natante nel caso in cui esso non sia immatricolato rispetto al caso in cui lo sia, risiede nel fatto che nel primo caso il passaggio di proprietà è più difficile da dimostrare in quanto per effettuarlo è sufficiente la buona fede ed un titolo idoneo ad attestare la cessione del natante, mentre nel secondo caso, per effettuare il passaggio di proprietà, è necessario che venga effettuata una modifica nel registro presso l’ufficio in cui il natante è stato iscritto, operazione che rende tutto più chiaro nel caso in cui si debba dimostrare chi fosse il proprietario nel momento in cui si è verificato un evento dannoso e capire in capo a chi ricadesse la responsabilità.

Il legislatore italiano ha infatti previsto che l’immatricolazione dei natanti, qualora ci fosse la volontà del proprietario a compierla, debba essere effettuata presso i registri delle imbarcazioni da diporto, rendendoli assoggettati a tutto il quadro giuridico che interessa quest’ultime e che implica, per esempio, l’obbligo di effettuare controlli periodici sull’equipaggiamento di sicurezza di bordo ed altre operazioni obbligatorie che hanno un certo peso in termini economici e temporali.
Si consiglia di valutare bene tutti i pro e i contro dell’immatricolazione prima di decidere se effettuare o meno la registrazione del proprio natante, dal momento che la legge italiana offre la possibilità, unica nel panorama mondiale, di navigare con un’unità fino a 10m pur non essendo vincolati a tutte le disposizioni legislative derivanti dall’immatricolazione.

Nel caso in cui si decidesse di procedere ad effettuare l’immatricolazione del natante, occorre sapere come e dove dev’essere effettuata. Come abbiamo già detto, bisogna seguire l’iter e le modalità previste per la registrazione delle imbarcazioni da diporto.

Immatricolazione dell’imbarcazione in un altro stato

La possibilità di immatricolare la propria imbarcazione sotto la bandiera di un altro stato viene spesso presa in considerazione: l’imbarcazione è assoggettata alla normativa del paese di cui batte bandiera e vi sono diversi stati che prevedono un regime legislativo che va maggiormente incontro ai diportisti rispetto a quello italiano.

Ogni cittadino europeo può iscrivere la propria unità da diporto presso i registri di un qualsiasi altro paese dell’Unione Europea. Uno degli stati più gettonati per la registrazione della propria imbarcazione è quello belga: i benefici che si ottengono con l’immatricolazione della propria imbarcazione in Belgio sono specialmente la navigazione senza limite dalla costa a prescindere dalla categoria a cui appartiene l’unità da diporto e l’assenza dell’obbligo di essere sottoposti a verifiche periodiche da parte di un periodo per il controllo delle dotazioni di sicurezza. Inoltre, legislazione belga consente di effettuare l’immatricolazione della barca nonostante non si sia residenti in Belgio. Un italiano che effettua quest’operazione sarà solamente tenuto a dichiararlo nella dichiarazione dei redditi per non risultare un evasore fiscale.

Vi sono molte altre ragioni per cui l’immatricolazione presso un altro stato può risultare vantaggiosa, ma son troppe da analizzare in questa guida.

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