Come scegliere una zattera di salvataggio

Come scegliere una zattera di salvataggio

La zattera di salvataggio  è un sistema di salvataggio collettivo che deve adattarsi al numero massimo di passeggeri trasportabili dalla vostra imbarcazione. Per una navigazione entro le 12 miglia è sufficiente una zattera di salvataggio costiera, mentre per una navigazione senza limiti è necessario procurarsi una zattera di salvataggio oceanica. Il contenitore può essere di due tipi: a valigia in tessuto o rigido.

A cosa serve una zattera di salvataggio:

In caso di emergenza, se l’ imbarcazione non costituisse più un luogo sicuro, è necessario gettare la zattera in acqua così com’è, legandola con una lunga cima che vada oltre il contenitore della zattera (drizza o bozza di percussione).

Dal momento in cui la cima sarà legata, la zattera si gonfierà automaticamente e, a seconda delle esigenze, l’equipaggio vi salirà o la terrà come soluzione di sicurezza.

Le zattere di salvataggio sono di due tipi: a valigia o a contenitore rigido.

– La zattera a valigia è molto comoda da riporre, specie nelle imbarcazioni di piccole dimensioni.

– La zattera a contenitore rigido è più resistente alle intemperie.

Si consiglia di non stoccare la zattera sotto coperta, in quanto diventerebbe difficilmente accessibile. E’ preferibile lasciarla a portata di mano sul ponte, collocata su un sostegno apposito e legata con l’apposita sagola ad un punto fisso della barca (es. la battagliola), in modo da non perderla una volta aperta. Tirando sulla sagola della zatterà il gonfiaggio della struttura si avvierà automaticamente. 

Altro consiglio: per fissare la zattera utilizzare cinghie a sgancio rapido ed evitare i nodi, che saranno tanto più difficili da sciogliere quanto più il panico a bordo è diffuso.

Esistono vari tipi di zattera di salvataggio: a fondo semplice, a doppio fondo, in PVC, isolante ecc.

Rispetto alla valigia in tessuto, la zattera con contenitore rigido è più facile da mettere in acqua.

Le zattere sono concepite per gonfiarsi automaticamente a una temperatura ambiente compresa tra gli 0° e i 65°C.

La normativa impone di utilizzare le zattere su imbarcazioni da diporto durante una navigazione oltre le 6 miglia dalla costa.

Se l’imbarcazione affonda, la cima deve essere tagliata il più velocemente possibile per evitare che la zattera affondi a sua volta.

Se l’imbarcazione non affonda è necessario tenere la zattera attaccata alla cima, in modo tale da utilizzare l’imbarcazione come possibile rifugio.

La regolamentazione sulle zattere di salvataggio:

L’equipaggiamento di sicurezza per la navigazione a partire dalle 6 miglia comprende una o più zattere di salvataggio gonfiabili, in base al numero di persone per le quali l’imbarcazione è omolotaga e al tipo di navigazione praticata.

Ad eccezione delle imbarcazioni mosse soltanto dall’energia umana, le imbarcazioni di tipo A e B, come quelle di tipo C e D di una lunghezza superiore ai 6 metri dispongono di un apposito vano per ogni zattera che vi viene imbarcata.

La misura del vano dipende dalla capacità della zattera e dal massimo numero di persone ammissibili a bordo. Questi vani sono facilmente accessibili e hanno un’apertura manuale.

Le imbarcazioni insommergibili non sono tenute a imbarcare una zattera o un tender di salvataggio finché navigano entro i limiti di navigazione indicati dalla loro insommergibilità.

Le zattere di salvataggio che possono essere imbarcate devono avere le seguenti caratteristiche:

– conformità al Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 29 luglio 2008

– 2 tasche stabilizzatrici di uguale volume, posizionate simmetricamente, la cui capacità totale non deve essere inferiore agli 80 L

– il materiale retroriflettente che deve essere installato metà sul fondo e metà sulla mezzeria del tubolare superiore della zattera deve avere una superficie complessiva non inferiore a 1000 cmq
– le dotazioni minime di cui deve essere provvista la zattera sono le seguenti

 

 

 

Le zattere di tipo 1 sono adatte alla navigazione d’altura, quindi adatte a sopportare i rischi di lunghe navigazioni (venti forti, onde alte). Esse sono equipaggiate per due tipi di durata: inferiore o superiore alle 24h, a seconda dei tempi stimati per la ricezione di soccorso.
Le zattere di tipo 2 sono adatte alla navigazione costiera, in condizioni di mare calmo.

 

   

Le zattere di salvataggio ARIMAR:


Caratteristiche strutturali delle zattere di salvataggio ARIMAR

– Le zattere di salvataggio sono prodotte per essere facilmente utilizzabili sia a basse sia ad alte temperature per assicurare una buona stabilità in mare

– Le zattere vengono testate affinché, anche se lanciate da altezze importanti, mantengano le loro funzionalità e il loro equipaggiamento.

– Una zattera che si sia rovesciata può essere raddrizzata da una sola persona in mare. Le modalità di questa manovrà saranno descritte in seguito.

– Una volta che la zattera viene messa in mare, resiste ai salti dei passeggeri.

– Il galleggiamento delle zattere è garantito da due camere d’aria sovrapposte, fornite ciascuna di una valvola di gonfiaggio antifuoriuscita.

– Gli scomparti della zattera sono progettati affinché, in caso di danneggiamento di alcuni di essi o del loro mancato gonfiaggio, gli scomparti funzionanti possano sostenere i passeggeri (entro il limite di passeggeri sopportabili) che siano seduti in posizione normale.

– Il gonfiaggio della zattera si attiva automaticamente tirando la sagola. Una volta gonfiata, la zattera mantiene la sua forma indipendentemente dal carico.

– Ogni scomparto è munito di una valvola di sicurezza che permette di mantenere stabile la pressione degli scomparti. La zattera è anche fornita di valvole che permettono di regolare la pressione degli scomparti con l’aiuto di un gonfiatore.

– La zattera è concepita per essere trascinata anche a pieno carico.

 

Descrizione delle zattere di salvataggio ARIMAR

Il fondo di ogni zattera è realizzato con un materiale impermeabile e isolante dal freddo

– Le zattere di salvataggio oceaniche, per proteggere i passeggeri dalle intemperie, sono munite di una tenda che si mette in posizione automaticamente una volta che la zattera viene messa in acqua. Il supporto della tenda rimane stabile anche in caso di sgonfiaggio di una delle camere d’aria.

– La tenda è realizzata in un tessuto ad alta visibilità.

– Ogni apertura della tenda è segnalata e munita di dispositivi di chiusura che possono essere utilizzati facilmente sia dall’interno che dall’esterno della zattera.

– Le zattere che possono ospitare più di 8 persone, sono progettate con due aperture diametralmente opposte che possono essere utilizzate simultaneamente senza compromettere la stabilità della zattera.

– La tenda permette l’ingresso di ossigeno sufficiente per gli occupanti, anche in caso di chiusura di tutte le aperture.

– La tenda possiede almeno un oblò di osservazione.

– La zattera è munita di un dispositivo di raccoglimento dell’acqua piovana.

 

Modalità di gonfiaggio:

– I gas utilizzati per gonfiare la zattera non sono infiammabili e tossici.

– La quantità di gas presente nella bombola deve essere sufficiente per gonfiare ogni camera d’aria.

– La bombola è munita di una valvola di sicurezza capace di resistere alla pressione di controllo della bombola stessa.

– La valvola viene aperta grazie a una clip di rilascio, avviata automaticamente dalla corda.

 

Accesso alla zattera:

– Ogni accesso alla zattera è munito di una rampa semi-rigida che permette l’accesso di persone dal mare. Ogni rampa è progettata per evitare che la zattera si sgonfi anche se essa è danneggiata.

– Una scaletta di imbarco che permetta alle persone di issarsi all’interno della zattera.

 

Stabilità della zattera:

– La zattera è munita di sacche per contenere l’acqua nella parte inferiore al fine di permettere all’aria di uscire facilmente dalla parte inferiore della zattera.

– Le sacche sono di un colore nettamente identificabile.

Equipaggiamento della zattera:

– Cime

Resistono agli agenti atmosferici, non si degradano, resistono agli oli e agli idrocarburi. Le cime sono attaccate alla zattera in modo tale da non danneggiarla in caso di brusco distacco.

– Cime di attivazione

Resistono ai colpi e alla luce solare. Misurano 9 metri a partire dal punto di attacco.

– Cime di attracco esterne o interne

Sono facili da afferrare e non scivolano dalle mani.

– Meccanismo di raddrizzamento

Una corda fissata sulla parte inferiore della zattera permette a una sola persona di raddrizzarla, nel caso si rovesciasse in acqua.

– Ancora galleggiante

L’ancora è fissata alla zattera di salvataggio da una cima lunga a partire dai 30 metri.

– Ciambella di salvataggio

La ciambella è legata a una cima galleggiante lunga almeno 30 metri, fissata alla zattera. La cima è fissata in modo tale da non attorcigliarsi e permette il lancio della ciambella anche a distanze considerevoli.

– Coltello di sicurezza

Si trova accanto all’attacco della sagola di lancio della zattera ed è fissato a una cima di lunghezza sufficiente a tagliare la corda della zattera in caso di necessità.

– Strisce retroriflettenti

Si trovano sulla tenda (quando presente) e sul fondo della zattera.

 

Equipaggiamento d’urgenza

Tutto l’equipaggiamento della zattera, ad eccezione delle pagaie, deve essere sistemato in un borsone all’interno della zattera di salvataggio.

Il borsone deve essere galleggiante e facilmente apribile. La lista degli oggetti presenti nel borsone si trova all’interno.

 

Contenitori della zattera di salvataggio

Le zattere di salvataggio sono riposte in contenitori (valigia o contenitore rigido):

– Capaci di resistere alle intemperie

– Muniti di maniglie per facilitare il lancio della zattera in acqua

– In grado di galleggiare sull’acqua per almeno 30 minuti.

 

Sistemazione della zattera di salvataggio sull’imbarcazione

– La zattera deve essere sistemata in un luogo asciutto, senza oggetti che potrebbero minarne il galleggiamento

– Non deve essere sistemata nello scafo dell’imbarcazione

– Non appoggiare oggetti metallici sulla zattera

– Non sedersi e non calpestare la  zattera

– Non fissare la zattera con catene o altri oggetti difficili da slegare

– E’ ugualmente utile installare più di una zattera di salvataggio a bordo, in base al numero di passeggeri. Ogni zattera deve essere sistemata a una certa distanza dalle altre

-E’ raccomandabile utilizzare un dispositivo di sganciamento idrostatico che permetta di sganciare e gonfiare la zattera senza difficoltà se l’imbarcazione affonda.

– Le zattere di salvataggio devono essere sistemate in un luogo protetto da eventuali shock e dagli agenti atmosferici

– Sistema la zattera in posizione orizzontale, con le etichette verso l’alto. La posizione verticale potrebbe danneggiare il sistema di gonfiaggio e la gomma della zattera.

 

 

CONSIGLI PER IL TRASPORTO E IL FISSAGGIO

Fissaggio della cima di attivazione


La cima di attivazione si trova su un lato della zattera , essa deve essere fissata a una parte solida della zattera. Non utilizzare cime diverse da quella fornita, potrebbero causare l’ingresso di acqua per la loro capillarità.

Sì può fissare meglio la cima con l’aiuto di un moschettone in acciaio Inox. La cima all’interno della zattera deve avere una lunghezza tale da permettere il lancio in acqua.

Non rimuovere mai la cima di attivazione della zattera, ciò potrebbe causare l’imbarco di molta acqua.

 

ISTRUZIONI E CONSIGLI PER L’UTILIZZO DELLA ZATTERA DI SALVATAGGIO

– Indossa il giubbotto di salvataggio

– Verifica che la zattera sia fissata a un punto stabile dell’imbarcazione. Slacciare le cinghie di chiusura.Se si tratta di una zattera a valigia, non aprire la chiusura della valigia.

– Lancia la zattera dall’alto, sul lato a favore di vento. La valigia / il contenitore galleggia sull’acqua.

– Srotola le cime interamente e tira con forza. Se la cima non ha raggiunto la giusta tensione a causa di un’altezza insufficiente, è possibile attivare il gonfiaggio manualmente, tirando la cima restante.

– Se la zattera si gonfia al contrario, raddrizzarla secondo le istruzioni seguenti.

– Sali sulla parte esteriore del fondo e appoggia i piedi sul bordo dove si trova la bombola

– Impugna la corda per il raddrizzamento

– Sposta il peso del corpo all’indietro, spingendo i piedi in avanti

– Sali sulla zattera dopo esserti tolto le scarpe e tutti gli oggetti taglienti

– Per issarti all’interno della zattera, utilizza le piattaforme di imbarco. Presta attenzione alle persone che si trovano già sulla zattera. Recupera tutto l’equipaggiamento dell’imbarcazione che ti è possibile imbarcare. Per fare questa manovra, in caso di mare agitato, ti conviene avvicinare la zattera a un lato dell’imbarcazione. Il fischio emesso dalle valvole di sicurezza è del tutto normale e si arresta nel giro di pochi secondi.

– Una volta all’interno della zattera, tagliare la corda di attracco con l’apposito coltello. Il coltello è situato all’interno della zattera, in prossimità delle valvole di gonfiaggio.

– Aiuta i naufraghi feriti o con contusioni. Utilizzando la lancia di gomena, porta soccorso alle persone cadute in acqua e aiutale a salire a bordo. Per far salire persone prive di sensi, appoggiale al bordo della camera d’aria per poi tirarle a bordo tenendole per le ascelle. Se possibile, è necessario coprire i naufraghi con vestiti asciutti e caldi.

– Verifica se l’ancora galleggiante è attaccata alla zattera, se funziona e se è dispiegata. In seguito allontanati dall’imbarcazione pericolosa con l’aiuto delle pagaie. Se possibile, attaccati ad altre zattere di salvataggio.

– Leggi con attenzione le istruzioni presenti all’interno della zattera. Chiudi le aperture della tenda con gli appositi cordoni.

Mantieni la zattera in buone condizioni, all’asciutto e soprattutto controlla che non vi siano uscite di gas e provvedi alla riparazione secondo le istruzioni indicate.

Dopo aver effettuato le manovre di base indicate qua sopra, dovrai:

– Eliminare l’acqua all’interno della zattera con l’aiuto di scopino e spugna

– Verificare che ogni scomparto della zattera sia gonfio e provvedere ad equilibrare la pressione con l’apposito gonfiatore

– Controllare le valvole che segnalano un aumento di pressione. In caso di fuoriuscita di gas, le valvole emettono un suono acuto. Normalmente i tappi di queste valvole dovrebbero fissarsi entro 10-15 minuti dal gonfiaggio. Nel caso in cui i tappi scivolino all’interno della zattera o si manifesti una fuoriuscita di gas, è necessario arieggiare la zattera aprendo la tenda.

– Aprire il borsone dell’equipaggiamento e fare un inventario degli oggetti presenti.

– Leggere con attenzione il manuale di istruzioni.

– MANTENERE LA CALMA

 

COMPORTAMENTO DA TENERE

Prenditi cura di te e dei naufraghi seguendo le istruzioni di primo soccorso fornite anche dal manuale di istruzioni.

MANTIENI LA CALMA: le tecnologie dei radar e dei mezzi di recupero aereo permettono un salvataggio rapido.

In assenza di un capitano dell’imbarcazione, nomina un responsabile della zattera, incaricato di gestire la zattera, la distribuzione delle razioni di cibo e delle medicazioni.

L’elemento più difficile da gestire è lo stato psicologico dei naufraghi. Il responsabile deve tenere vivo l’istinto di sopravvivenza del gruppo. Organizzare giochi e passatempi può aiutare  a tenere alto il morale.

L’equipaggiamento deve essere sotto il suo controllo. Il responsabile deve distribuire equamente le razioni di cibo, di acqua e di medicazioni.

Il responsabile deve anche organizzare le manovre di base e di controllare che vengano seguite le regole di base, come il servizio di vedetta e la manutenzione dell’imbarcazione.

Evita per quanto possibile di gettarsi in acqua e se ciò dovesse accadere, resta legato alla zattera con una cima.

 

FUMARE:

Fumare può rappresentare un aiuto psicologico, ma aumenta la sete e potrebbe infastidire gli altri naufraghi. Procedi con cautela, anche per evitare di danneggiare la zattera.

 

Restare uniti:

I naufraghi devono collaborare affinché le zattere rimangano unite tra loro e si crei un gruppo sempre più numeroso. I naufraghi si conforteranno tra loro e diventeranno anche un obiettivo più semplice da raggiungere per i soccorsi.

Tutte le corde fornite sono utili a mantenere unito il gruppo di zattere.

La lunghezza delle cime deve essere regolata in base alle condizioni meteo, onde evitare la rottura. Bisogna sempre essere pronti a tagliare la cima con il coltello in ogni momento.

 

Asciugatura del fondo:

E’ consigliabile mantenere il fondo della zattera sempre asciutto con l’aiuto di una scopina e delle spugne fornite nella borsa dell’equipaggiamento. Il contenitore della zattera è realizzato in materiale isolante, per limitare il freddo dell’acqua del mare. E’ necessario regolare le aperture della zattera in modo tale da permettere l’asciugatura dei vestiti.

 

Utilizzo dell’ancora galleggiante:

Lanciare l’ancora al di sopra della zattera e assicurarsi che si apra correttamente.

La funzione dell’ancora di salvataggio è quella di mantenere la zattera di salvataggio a 90° rispetto alla direzione del vento, riduce la deriva e facilita il recupero dei naufraghi.

 

Regolazione delle aperture:

Quando necesario, anche in base alle condizioni meteo, chiudere le entrate della zattera. Per chiudere utilizza i cordoni regolabili e i patch situati all’angolo superiore del bordo gonfiabile.

Riparazione d’urgenza:

Nel caso in cui sia necessario riparare alcune perdite d’aria della zattera, controlla l’impermeabilità delle valvole di gonfiaggio e delle valvole contro l’eccesso di pressione.

Se la perdita d’aria è dovuto alla valvola, basta utilizzare la pompa a gonfiaggio manuale per rigonfiare le camere d’aria.

Una volta terminato il gonfiaggio, fissa bene il tappo, agisci il più velocemente possibile ed evita importanti perdite d’aria.

Se si tratta invece di una vera e propria foratura di una delle camere d’aria, procedi alla riparazione servendoti del kit di riparazione e seguendo queste indicazioni:

– Pulisci la zona da riparare da eventuale grasso o carburante e asciuga (la camera d’aria e la toppa adesiva)

– Applica una piccola quantità di colla sulla parte gonfiabile e sulla toppa

– Lascia asciugare e applica la toppa con forza

– Lascia asciugare il tempo necessario e gonfia la camera d’aria il meno possibile

Se una delle camere d’aria è completamente danneggiata, la parte rimasta intatta è progettata per sostenere comunque i naufraghi.

Posizionamento a bordo:

Una volta fissata la borsa dell’equipaggiamento al lato opposto dell’entrata, posizionati seduto sul fondo della zattera con le spalle appoggiate ai bordi, fai distribuire gli altri naufraghi su tutto il perimetro in modo da equilibrare la zattera.

Tenere i segnali di soccorso a portata di mano.

Distribuzione dell’acqua e dei viveri

Il responsabile della zattera è incaricato della distribuzione dell’acqua e dei viveri a bordo della zattera. Il corpo umano è in grado di resistere vari giorni senza mangiare, ma non può resistere che pochi giorni senza bere.

Gli alimenti contenuti a bordo non devono essere consumati in assenza delle giuste quantità d’acqua. Il consumo di alimenti aumenta proporzionalmente il consumo di acqua.

L’acqua piovana può essere raccolta con dispositivi situati all’esterno dell’eventuale tenda della zattera con un apposito sacchetto. Il sacchetto deve essere legato al di sopra del tubo, che passa attraverso la tenda e si piega all’interno della zattera.

E’ consigliabile gettare l’acqua piovana raccolta nelle prime ore, perché potrebbe essere contaminata dai resti di sale presenti sulla zattera. Durante il primo giorno dai da bere quell’acqua solo a bambini e feriti.

Il pesce pescato può essere tranquillamente consumato sulla zattera, facendo attenzione alle quantità d’acqua. La quantità d’acqua per ciascun naufrago è di mezzo litro. In caso di variazioni della temperatura e della portata del naufragio, si può consumare la razione d’acqua d’emergenza.

Regole di primo soccorso

Se a bordo non sono presenti medici o addetti sanitari, astieniti da ogni tipo di medicazione, potresti causare gravi danni. Spesso il riposo è la cura migliore.

Congelamento:

La vittima potrebbe non accorgersi del congelamento.

Il congelamento si riconosce da un cambiamento del colore della pelle, che diventa pallida specialmente su dita, naso e orecchie. Prova ad applicare una pomata anti-bruciature. Non massaggiare la superficie con tessuti, la pelle potrebbe danneggiarsi se la circolazione non funziona in modo corretto. Assicurati di utilizzare vestiti asciutti  per riportare le zone congelate alla temperatura normale.

Piedi immersi:

I piedi rimasti a lungo immersi nell’acqua del mare possono provocare forti dolori. Pulisci bene il fondo della zattera per evitare questo inconveniente.Se possibile togliti le scarpe per facilitare la circolazione.

Sudorazione:

Evita gli sforzi fisici per quanto possibile, al fine di evitare la disidratazione. In caso di climi caldi, basta una camicia o una maglia immersa nell’acqua e poi strizzata prima di essere indossata per mantenere bassa la temperatura del corpo.

Funzioni organiche:

Inutile allarmarsi, la costipazione è normale a causa di inattività e riduzione dell’alimentazione.

Irritazione agli occhi:

Se non disponi di occhiali da sole, creati una maschera in tessuto con le fessure per gli occhi. Se inizi ad accusare i sintomi di una congiuntivite lavati frequentemente gli occhi con acqua dolce.

Piaghe da decupito:

Cerca di prevenire le piaghe utilizzando tessuti non sintentici e mantieni asciutto il fondo della zattera. In caso di piaghe o ferite aperte a causa della lunga permanenza in posizione seduta, fai asciugare le ferite con l’aria per facilitarne la guarigione.

Utilizzo dei segnali di soccorso

Razzi:

I razzi devono essere utilizzati solo in caso di alta probabilità di recupero da parte di una barca o di un velivolo vicino.

Il rilascio deve essere effettuato seguendo il senso del vento onde evitare la fuoriuscita di scintille che possono danneggiare la zattera o i naufraghi. I razzi sono facilmente visibili specialmente la notte e da grandi distanze.

Sengali di fumo:

Per accendere i segnali di fumo segui le istruzioni sulla confezione. Sono galleggianti, dunque bisogna accenderli e getterarli in acqua. Sono particolarmente efficaci in caso di recupero da parte di velivoli in pieno giorno.

Eliofanografo:

Segui le istruzioni presenti sulla confezione. E’ visibile a 20 miglia dal punto di origine in una giornata serena.E’ utile per scrutare l’orizzonte in pieno giorno anche in assenza di barche o velivoli nelle vicinanze.

Torcia elettrica:

La torcia elettrica deve essere utilizzata per le segnalazioni notturne e per illuminare l’interno della zattera. Nell’equipaggiamento è prevista una lampadina di ricambio e una confezione di pile.

Fischietto:

Il fischietto serve a inviare segnalazioni ai soccorritori anche in caso di buio o nebbia. E’ utile a facilitare le operazioni di soccorso. Il fischietto è anche fissato ai giubbotti di salvataggio.

Radiolocalizzatore:

Le istruzioni sono presenti sopra il prodotto.

Luce galleggiante a ribaltamento:

La luce galleggiante a ribaltamento è alimentata da una pila attivata dall’acqua di mare o da una batteria presente all’interno della zattera. La luce è munita di un tasto per spegnerla. Conserva la batteria spegnendo  la luce durante il giorno.

Prepara le luci galleggianti per un uso immediato.

Protezione dal caldo e dal freddo

Per proteggerti dal freddo segui le istruzioni seguenti

– Dopo aver areato la zattera per evitare la rimanenza di gas di gonfiaggio, chiudi l’eventuale tenda in modo ermetico ma lascia sempre un passaggio per l’aria.

– Utilizza coperte termiche dando la precedenza ai feriti.

Per difendersi dal caldo segui le istruzioni seguenti

– Apri le aperture della zattera

– Orienta la zattera con l’aiuto dell’ancora galleggiante in modo da fare entrare il vento

– Evita gli sforzi per ridurre la sudorazione

– E’ possibile diminuire la temperatura della zattera bagnando la tenda o i vestiti

– Copriti con vestiti bagnati per rinfrescarti

Variazioni di temperatura:

Importanti escursioni termiche esterne possono influenzare la pressione interna delle camere d’aria della zattera. Per riportare la temperatura a valori normali utilizza il gonfiatore.

Dai la tua opinione

Share on facebook
Share on twitter
Share on email

Lascia un commento

Chiudi il menu